Presente e passato / Past and present

 

E’ una questione di prospettive. A Beirut, e generalmente in tutto in Libano, è difficilissimo trovare qualcuno disposto a parlare bene di Israele. Anzi, la maggior parte delle volte Israele non esiste: sulle mappe, sulle infografiche dei giornali, nei discorsi da bar. Al massimo è un’entità che si aggira sui territori della Palestina. Dietro tutto questo ci sono due guerre, dei territori ancora occupati, un senso di inferiorità decennale.

Ad Ain Ebel, piccolo villaggio del Libano del sud a 5 km in linea d’aria dal confine israeliano, la prospettiva viene capovolta. I circa 1.000 abitanti, tutti cristiani, di questo nucleo che sorge fra decine di villaggi sciiti, sono nostalgici dei tempi in cui la loro terra era occupata dall’esercito di Tel Aviv. Chi ha trent’anni adesso è nato ad Haifa, perché in territorio libanese non c’erano ospedali; chi ne ha di più ricorda come allora fosse più facile trovare lavoro e magari andare oltre il confine dove i salari erano più alti di quelli libanesi. E’ un lascito della guerra civile e degli anni seguenti, quando da queste parti l’Esercito del Libano del Sud combatteva a fianco degli israeliani contro i militanti di Hezbollah e l’esercito nazionale. Da quel periodo chi è rimasto a vivere nei villaggi cristiani (nonostante, almeno all’inizio, l’Els fosse composto anche da drusi, sciiti e sunniti) è tacciato di infamia e collaborazionismo. “Nessuno dice che l’Els lo voleva Beirut e che noi semplicemente ci eravamo organizzati per difenderci dagli attacchi dei palestinesi dell’Olp e dalle controffensive israeliane. Per noi era importante sopravvivere”.

Come sempre la realtà sfugge ad ogni sorta di semplificazione. La costante di tutta la vicenda però è che l’anarchia del sud del Libano può esistere ancora oggi solo perché lo Stato libanese non ha mai rimpiazzato i servizi e le strutture che in 15 anni di occupazione gli israeliani avevano costruito.

It’s a prospective’s matter. To find someone ready to talk about Israel is so difficult in Beirut and generally around all Lebanon. Very often Israel does not exist, on the touristic maps, on the infographics of the newspapers, in the spechees between friends. It is only an entity wandering above Palestine. Two wars, some occupied lands and a decennary sense of inferiority explain that.

In Ain Ebel, a small village in southern Lebanon, only 5 km fair from the Israeli border, prospective is upset. The inhabitants, almost 1.000 and all of them are christians, of this town surrounded by tens of shiites villages, are nostalgic of the years during which their land was occupied by the Tel Aviv’s army. Who now is 30 years old was born in Haifa, because in Lebanon there were no hospitals; who is older remember when finding a job was easier, even going in Israel, where salaries were higher than lebanese ones. This is a legacy of he civil war and following years, when in those areas the Southern Lebanon Army used to fight with israelians against Hezbollah activists and the national army. Since that time, who has remained here (despite Sla was done not only by christians, but also by muslim and druze) is called quisling and betrayer. “Nobody says that Beirut wanted Sla and that we were organized only to defend ourselves py palestinian Olp and its war against Israel. For us to survive was the most important thing”.

Reality excapes from every kind of simplification. The redundant fact of this case is that anarchy in southern Lebanon can exist nowadays just because Lebanese Government has never replaced such services and structures that israelians had built.

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1 commento
  1. pierre ha detto:

    Israele non lascia spazio a nessuno per farsi amare…noi libanesi cristani e altri siamo un popolo pacifico che non crediamo nella guerra; nella nostra storia, antica e moderna, non abbiamo nemmeno fatto un esercito… a noi piace la cultura che fa vita, piace il dialogo… odiamo la prepotenza (loro dicono : Israele e forte e possiamo ammazzare a tutti… e via cannoni e missili e attachi aerei…) sono ladri di terra altrui e scienze altrui, amano il denaro e il potere e sono odiati dai vicini loro per questo… questa la verita che cercano di nascondere dietro una falsa civilta… ma la civilta dell’uomo non e di pietre e di ferrovie e macchine… ma e dell’uomo e della sua umanita…
    c’e ne fosse uno di loro pacifico… e umano … allora il loro sogno diventerbbe realta…
    tutti viveranno con loro in pace … esisteranno nei loro dialoghi e storie..
    ma qui nessuno parla di ISRAELE=in lingua Araba DIAVOLO

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